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Modica
“… un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; meta' ristretto su uno sprone di roccia, meta' sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due meta' a far da pacieri, e nuvole in cielo da un campanile all'altro, trafelate come staffette dei Cavalleggeri del Re...”
da "Argo il cieco"
di Gesualdo Bufalino
Sorge in una valle e sui pendii delle quattro colline che la circondano. Modica era chiese e palazzi in stile gotico-chiaramontano prima che il terremoto nel 1693 la distruggesse. Era città fluviale prima che nel 1901 l'alluvione provocasse la copertura dei suoi torrenti. Oggi è una cittadina tardo barocca, iscritta dall'Unesco nella lista dei Beni dell'Umanità. Signorile e raffinata, nobile contea a partire dal XIII secolo con i Chiaramonte, e poi con i Cabrera e gli Henriquez Cabrera. Conserva un'antichità di storia e d'arte lasciata da siculi, greci, arabi, normanni e spagnoli che, nei secoli, la fecero grande. Dal belvedere di Modica Alta, la città offre lo spettacolo di sé: case arrampicate sulla roccia, le une sulle altre, e campanili svettanti.

Scendendo, tra vicoli, scale e giardini pensili, nasconde angoli suggestivi e poi svela, disseminati tra i quartieri, gioielli tardo barocchi: lo scenografico duomo di San Giorgio con la lunga scalinata che collega la parte bassa a quella alta della città; il duomo di San Pietro con le statue dei dodici apostoli a guardia di Corso Umberto, cuore del centro storico. E poi i palazzi Polara, Tedeschi, Cannata, un tripudio di friabile pietra bianca, istoriata con la fantasia degli abili scalpellini locali. Dietro il duomo di San Pietro, riposa l'acciottolato di via Grimaldi, suggestivo soprattutto a sera, quando la pietra riflette la luce dei lampioni e i profumi assorbiti di giorno.

Ancora lungo il Corso Umberto, la chiesa del Carmine, il portale De Leva e, poco più in là, Santa Maria di Betlem, tutte architetture ancora, in parte, gotico chiaramontane. Poi i musei che raccolgono arte contadina (il museo della arti e tradizioni popolari "S.A.Guastella") e memorie illustri (le case natali di Salvatore Quasimodo e di Tommaso Campailla). Vicina alle belle spiagge del litorale, attorniata dalla campagna ricamata di muretti a secco, Modica affascina anche con la sua cucina: in testa i dolci, dalla famosa cioccolata d'origine azteca e di tradizione spagnola, alle 'mpanatigghie, ai nucatoli, ai dolci di mandorla e di marzapane, barocchi anch'essi nella forma e nel sapore. Idea di una magia del tempo che Modica sa far preziosa.

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